Irene bedino Irene bedino

Vertebra

Questo progetto è del 2011, anno in cui, mentre viaggiavo in auto, ad una velocità attestata di 20 Km/h, mi sono fratturata una vertebra, nell’incidente più assurdo che si possa immaginare. Tre giorni dopo sarei dovuta partire per un viaggio importantissimo programmato da un anno. Oltre a questo, a distanza di pochissimo, il mio corpo ha deciso di palesare una violenta forma di morbillo.
La coincidenza di questi due eventi, che hanno segnato l’addio a quella movimentata partenza e l’inizio di tre mesi di semi-immobilismo, dovevano essere celebrati così com’erano avvenuti: in modo altrettanto assurdo, surreale e creativo. La situazione aveva davvero dell’incredibile: non solo ero stordita dalla febbre alta e in compagnia di una vertebra rotta, era anche Pasqua, perciò dovevo aspettare immobile, bloccata a letto, che riaprissero i negozi per acquistare un busto.

Inizio a ridere di tanta assurdità e avvio un progetto creativo, che racconta la vita e le vicende di quei giorni. “Diario di un busto” racchiude tre mesi di scomodità e celebra quanto può avvenire intorno a te o dentro di te, in una condizione di mobilità fortemente ridotta: feste a sorpresa, nuove nascite, amicizie, inaspettate liaison e altalenanti stati emotivi.
Avevo il divieto di restare seduta per più di mezz’ora, perciò attraverso autoscatti e creative peripezie, ho utilizzato il computer senza mouse a pancia in sù nel letto.
Ringrazio ancora oggi tutti gli amici che compaiono in questo progetto e che sono diventati parte attiva nella realizzazione di questo diario.

Tecniche utilizzate

foto

Foto

disegno-digitale

Disegno digitale

ossa_rotte

Ossa rotte

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